Er Giggi se n’è annato
preciso come ’n treno
nimmanco ha salutato.
Chissa come faremo!
Quell’occhi? Du’ fanali!
Guardaveno ciascuno
così che ai funerali
piagneva più nessuno.
Ridevi a cento denti.
Che smorfie e che capricci!
Era er “duemilaventi”
tra i virus e tra l’impicci.
La morte co’ la vita?
Tutta ‘na barzelletta!
E a chi nun l’ha capita
je l’hai sempre ridetta.
Ce ‘ncontravamo spesso,
ciascuno a casa sua…
Mo’ sei partito. E adesso?
Verémo a casa tua…
La morte è ‘na salita
Sta lì, che poi ciaspetta.
Pernacchia o ‘na risata?
Solo ‘na barzelletta.

Arrivo e partenza 2 novembre 1940/2020
Ridere e Piangere. Vivere e Morire. Niente di più scontato… Eppure eccoci qui ad esprimere le nostre emozioni e ringraziare per questo.